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esposizioni
#triesteabbandonata 2.1

Quest'esposizione, richiesta su misura dalla Biblioteca statale Stelio Crise di Trieste, è una rivisitazione delle due mostre precedenti, unite ad arte per dare maggior valore agli edifici abbandonati nel capoluogo Giuliano.
In questa mostra quindi Trieste sarà al centro dell'attenzione, con foto, reperti e descrizioni.

#triesteabbandonata 2.0

#Triesteabbandonata nasce nel 2014 dall'idea di due giornalisti (Micol Brusaferro ed Emilio Ripari) e una fotografa (Giada Genzo) : tre curiosi alla scoperta di luoghi abbandonati ,siti ricchi di fascino e storia, spesso dimenticati da lungo tempo. Un modo per raccontarli, sperando che prima o poi possano rinascere.

Nel primo anno sono stati oltre 50 i siti abbandonati mappati, a Trieste soprattutto, ma anche nel resto del Friuli Venezia Giulia e fuori regione. Tra i vari social network e il sito ufficiale, il progetto Triesteabbandonata è seguito da oltre 10mila persone, con documenti che descrivono caserme, fabbriche, scuole, alberghi, discoteche e tanti altri luoghi dimenticati, ricchi di fascino e storia. Con questa seconda mostra Giada, Micol ed Emilio vi accompagneranno con foto e testi alla scoperta di edifici caduti nell'oblio, con la speranza che prima o dopo siano destinati a nuova vita.



LONDON CALLING


Now get this
London calling, yeah, I was there, too
An' you know what they said?
Well, some of it was true!
London calling at the top of the dial
After all this, won't you give me a smile?
I never felt so much a' like

Ora senti questo
Londra sta chiamando, sì, anche io ero lì
E sapete cosa hanno detto?
Beh, che in parte era vero!
Londra chiama, priorità massima.
Dopo tutto questo, non volete farmi un sorriso?
Non mi sono mai sentito così bene
                            (The Clash, London Calling)


A parte il titolo, nulla in questa mostra prende spunto dalla canzone dei Clash.
LONDON CALLING perchè?
Perchè una volta vista e vissuta questa grande metropoli il bisogno di tornarci è tangibile.

Le Vie Delle Foto



#triesteabbandonata


Una serie di scatti e di curiosità su edifici abbandonati a Trieste e dintorni. La mostra #Triesteabbandonata offre una panoramica su realtà produttive, alberghi, scuole, ville, caserme e tanti altri siti dimenticati da anni.


A immortalare ogni luogo gli scatti della fotografa Giada Genzo, con testi, ricerche storiche e video dei giornalisti  Micol Brusaferro  ed  Emilio Ripari.

Il progetto, nato circa un anno fa, attraverso una pagina Facebook, che conta quasi 5mila like, e un sito internet dedicato, ha la finalità di portare alla luce strutture che da tempo sono chiuse, in disuso, spesso colpite da atti vandalici o ridotte a veri e propri ruderi, con il desiderio che non vengano dimenticate, ma che, grazie a un'ampia visibilità, possano trovare nuovi acquirenti o nuove idee. Obiettivo dell'iniziativa anche quello di ricordare ai ragazzi più giovani la storia di molti edifici, che in origine ricoprivano un ruolo importante nella vita della città e che da decenni risultano vuoti e inattivi. Il progetto Triesteabbandonata potrebbe diventare nei prossimi mesi un libro, grazie all'interesse di una casa editrice locale. La mostra è realizzata con il contributo del centro commerciale Montedoro e sarà allestita fino a sabato 30 aprile
.



DAL TRAMONTO IN POI

Capitolo III : MOVIDA




Gli scatti presentati in questa mostra vogliono catturare quello che succede nelle vie di Trieste dal tramonto in poi.
Non si tratta, come magari vi potreste aspettare, di panorami, sono invece momenti di vita, che raccontano quello che succede nelle vie della città quando la luce svanisce.
Trieste viene spesso identificata come “la città dei vecchi” ma in realtà viene vissuta e goduta anche dai giovani. Queste fotografie raccontano una città costituita da persone . Persone che si fermano ad ammirare il tramonto, persone che ballano, persone che camminano, persone che diventano la parte viva della città.


Questi scatti costituiranno il III capitolo del libro “DAL TRAMONTO IN POI” che verrà pubblicato da Luglio Editore.

Le Vie Delle Foto



14 dicembre 2013 - 28 gennaio 2014
Mostra del concorso fotografico internazionale URBAN 2013, organizzata dall'associazione culturale triestina dotART.
Presso il centro commerciale ilGiulia di Trieste.
Esposizione delle 18 fotografie classificate del contest (3 vincitrici assolute e 5 classificate per ogni tema), assieme ad una selezione delle migliori foto non vincitrici.



FUORI LUOGO


Questa mostra, in parte figlia di “Arcobaleno di grigi periferici” (mostra inaugurata nel giugno 2012), approfondisce la ricerca sul contesto urbano della citta' di Trieste.

Cio' che emerge dalla mostra e' il contrasto tra le spose e lo sfondo. La sposa perde il suo ruolo principale poiche' e' lei a costituire l'elemento secondario, che serve a dar luce e far emergere il vero protagonista immortalato in questi scatti : .il luogo, lo scenario, la parte restante.
Un contesto forse un po' insolito ma presente quotidianamente nella nostra vita…strade di quartiere, spazi di periferia, luoghi di lavoro, luoghi di scambio.…...posti vissuti ma sfuggenti.

La sposa non e' piu' una principessa idealizzata ma viene volutamente usata e messa nel mondo reale, nel modo quotidiano…..nel mondo che non si nota.

“FUORI LUOGO” e' il risultato di una accurata selezione tra gli scatti, frutto di un progetto intrapreso un anno fa, e che e' tuttora in evoluzione.



Grazie a:
Federica, Elisabetta, Annamaria, Valentina, Fiorenza, Stefania e ad Autamarocchi s.p.a. per la disponibilita'.

Le Vie Delle Foto

Agosto 2013
Urban 2013 - dotART
mostra internazionale collettiva a Cracovia delle 18 fotografie classificate del contest (3 vincitrici assolute e 5 classificate per ogni tema), assieme ad una selezione delle migliori foto non vincitrici.


4-14 novembre 2012
ESPOSIZIONE COLLETTIVA delle opere scelte tra quelle partecipanti al
"XXXII TROFEO ANDREA POLLITZER" presso il circolo fotografico triestino.



LONDON LIFE
La gente oltre la città, dentro la città


In questa esposizione, incentrata sulla città di Londra, non troverete i classici panorami già visti e conosciuti da tutti, si è preferito invece usare lo spazio disponibile per cogliere la vera essenza di un luogo: le persone che lo popolano.
In una città come Londra ci sono mille sfaccettature, mille modi di vivere e di sopravvivere. Si respirano atmosfere e suggestioni diverse, si può trovare una città diversa dietro ad ogni angolo.
Londra è una città piena di vita, piena di gente. Che sia nel freddo del primo mattino, in pieno giorno con il sole o sotto la pioggia, la sera tardi, c’è gente che lavora, che si muove, che sta ferma, che guarda, che si incontra.
Le persone che vivono qui si muovono in fretta: nelle stazioni della metropolitana i pendolari corrono come se perdere la coincidenza fosse una questione di vita o di morte, anche se in realtà il prossimo treno arriverà dopo un minuto.
Londra sa anche essere dura e a volte restare a galla è difficile. Sapersi adattare ed essere intraprendenti sono qualità indispensabili per non essere sopraffatti dalla frenesia della metropoli.
Ma qui c’è anche la possibilità di trovare sempre un angolo di relax. Ad esempio nei grandi parchi del centro, dove seri uomini d’affari consumano il loro pranzo take away seduti sui prati, magari accanto agli scoiattoli che popolano gli alberi e che aspettano di ricevere qualche prelibatezza.
Londra è città di luci, di arte e di colori. Lungo le sue vie capiterà sicuramente di essere catturati dalla magia di uno dei bravissimi artisti di strada, ma pochi sanno che ha dovuto superare delle selezioni per potersi esibire. Le gigantesche insegne pubblicitarie di Piccadilly Circus sono un’opera d’arte metropolitana. Ci sono quartieri (come Portobello e Camden) dove le strade sono piene di bancarelle e di negozietti di tutti i tipi che creano suggestive scenografie e fanno da sfondo allo scorrere della vita quotidiana.
Ma soprattutto c’è qualcosa che manca: manca il “giudicare”. Lo sguardo degli altri non crea mai imbarazzo, e questo fa si che la gente si senta libera di esprimere se stessa senza esitazioni. Non ci sono preconcetti, l’aspetto esteriore è un modo di essere se stessi senza forzature, non un elemento su cui costruire una scala di valori.
Attraverso questi scatti lo spettatore avrà l’impressione di passeggiare per le strade e le piazze di Londra, di vivere istanti di vita vera, momenti intensi che fuggono via veloci, dettagli reali di persone reali. Potrà immergersi in profondità nell’atmosfera che si respira in questa metropoli.

e.r.



“Flowers are as common in the country as people are in London.” Oscar Wilde
“I fiori sono così comuni in campagna così come le persone lo sono a Londra”. Oscar Wilde



ARCOBALENO DI GRIGI PERIFERICI


“Arcobaleno di grigi periferici” vuole portarci a riscoprire, o forse a scoprire per la prima volta, ambienti e scorci di una Trieste vera, reale, per niente turistica. In questa mostra non troverete le classiche immagini della città da cartolina.
La visione che l’artista vuole proporci è quella di una città fatta anche di rioni periferici, di edilizia popolare e di aree di degrado urbano. Senza nascondere niente, senza voler rendere più bella la realtà, ci vengono presentate  visioni inconsuete e prospettive nuove che ci permettono di apprezzare questi luoghi e di stupirci della loro ruvida poesia.
Con questa sua prima mostra, l’artista, dimostra una profonda conoscenza della città e un grande affetto nei confronti di quartieri a prima vista poco “piacevoli” all’occhio. Grazie alla ricerca artistica che sta dietro alle opere esposte i visitatori sono messi in condizione di guardare con occhi nuovi e di scoprire in ogni foto una sfumatura diversa di queste realtà.
Caratteristica del suo stile è l’attenzione per i particolari, quei dettagli che possono sfuggire ad uno sguardo superficiale, e che invece, catturati dall’occhio della macchina fotografica, riusciamo a scoprire e apprezzare.  Insieme a questo aspetto, il gioco di b/n e colori, vuole mettere in evidenza la dialettica tra i dettagli e l’insieme.
Le installazioni, costruite dall'artista in materiale povero, non trattato, rispecchiano il concetto centrale della mostra e con la loro essenzialità lasciano parlare le immagini esposte.
L’attenzione dell’artista  vuole infine indagare la presenza dell’uomo e di piccoli animali in questi contesti, per svelarci anche il loro ruolo all’interno del vero protagonista della mostra, i grandi casermoni di periferia.



e.r.

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